Si è svolta il 2 e 3 ottobre 2026 la quattordicesima edizione delle Giornate interdisciplinari per la digitalizzazione della giustizia, il convegno annuale promosso dal CED della Corte di cassazione nell’ambito del Comitato intermagistrature, quest’anno raccolto per la prima volta interamente, in tutti i suoi momenti, nella Certosa di San Giacomo di Capri. L’appuntamento è nato nel 2013 all’interno della lista «giudlav», che riunisce gran parte dei giudici del lavoro, come occasione per superare la solitudine della decisione e confrontarsi sulle questioni più urgenti; da allora molte cose sono cambiate, ma non lo schema di Capri, che resta quello di un luogo in cui chiunque voglia ha voce e in cui istituzioni, magistrati delle diverse giurisdizioni, avvocatura, notariato, università e amministrazioni siedono allo stesso tavolo. Il programma di quest’anno ha contato circa centoquaranta interventi.
La prima giornata è stata dedicata, come da tradizione, al diritto del lavoro, con la sessione «Il diritto del lavoro pubblico nell’età del telelavoro», aperta dal Presidente Pietro Curzio e costruita con la collaborazione della lista «giudlav»: un confronto sulle trasformazioni che il lavoro a distanza e gli strumenti digitali producono sull’organizzazione delle amministrazioni pubbliche e con una specifica attenzione al lavoro agile. Non sono mancate le riflessioni anche sul lavoro giudiziario in seguito alla digitalizzazione.
La mattinata di sabato, dopo i saluti istituzionali della Presidente della Corte d’appello di Napoli Maria Rosaria Covelli, del Procuratore generale di Napoli Aldo Policastro, seguiti dagli interventi introduttivi del Primo Presidente della Corte di cassazione Pasquale d’Ascola e del Presidente della Corte costituzionale Giovanni Amoroso, si è articolata in tre tavole rotonde agili con i soggetti istituzionali che governano concretamente le materie discusse.
La prima tavola rotonda ha riguardato l’interoperabilità e la Piattaforma Digitale Nazionale Dati prevista dall’art. 50 ter del Codice dell’amministrazione digitale. Ora che la digitalizzazione è una realtà nel processo civile e in una parte del penale, la questione non è più se collegare le banche dati pubbliche, ma come farlo. Il primo esempio è già interno alla giurisdizione: lo scambio telematico tra corti di giustizia tributaria e Corte di cassazione previsto dall’art. 137 bis disp. att. c.p.c. e dall’art. 388 c.p.c., accanto al quale notariato e amministrazione finanziaria hanno illustrato le proprie esperienze di dialogo tra sistemi.
La seconda, forse la più delicata, è stata dedicata alle banche dati giurisprudenziali e all’intelligenza artificiale. Le sentenze sono oggi utilizzate anche da operatori privati, che vi applicano strumenti di IA e offrono persino redattori artificiali. La legge n. 132/2025 riserva al magistrato l’interpretazione e l’applicazione della legge, la valutazione dei fatti e delle prove e l’adozione dei provvedimenti; la domanda pratica, discussa al tavolo, è come la giurisdizione possa gestire in casa la conoscenza della propria giurisprudenza con strumenti controllati, costruiti sul linguaggio giuridico, con algoritmi conoscibili, lasciando al giudice inalterato il compito di valutazione, sussunzione e decisione.
La terza tavola rotonda ha fatto il punto sulla sicurezza dei sistemi e dei dati, ora che il perimetro di protezione dei dati del Paese comprende anche la giurisdizione: un tema che non è solo tecnico, perché dall’affidabilità delle infrastrutture dipende la fiducia nella giustizia digitale. La mattinata ha visto gli interventi del Capo di Gabinetto del Ministero della Giustizia e del Vice Ministro della Giustizia.
Nel pomeriggio, come sempre, il centro è passato ai partecipanti, con cinque gruppi di lavoro alimentati dalle proposte, dai casi concreti e dalle disponibilità raccolte attraverso il modulo di iscrizione: civile, penale, tributario, intelligenza artificiale, quest’ultimo con la partecipazione della Presidenza del Consiglio dei ministri, del Consiglio nazionale forense, della Fondazione italiana per l’innovazione forense e di rappresentanti di tutte le magistrature, e cooperazione giudiziaria internazionale, in lingua inglese, sui regolamenti (UE) 2023/2844 relativo alla digitalizzazione della cooperazione giudiziaria e al sistema e-CODEX e 2023/1543 sulle prove elettroniche, quest’ultimo applicabile dal 18 agosto 2026. Accanto agli interventi in presenza, sono stati raccolti anche contributi preregistrati, resi disponibili sul sito del convegno.
Ai partecipanti è stato distribuito il volume degli atti dell’edizione 2025, «Giustizia 4.0: diritti, algoritmi e nuovi equilibri» (Editoriale Scientifica) pubblicato con il contributo del CNF e della Scuola superiore della avvocatura.
Il lavoro prosegue ora con la raccolta dei contributi per il volume degli atti 2026, la cui uscita è prevista tra la fine del 2026 e l’inizio del 2027. E il dialogo continuerà già il 18 novembre, nell’Aula Magna della Corte di cassazione, con l’incontro sull’intelligenza artificiale promosso dalla sezione dei magistrati in pensione: segno che le domande poste a Capri riguardano davvero tutta la comunità dei giuristi.
