Organizzazione e innovazione

Capri 2026: la quattordicesima edizione del convegno su diritto, giustizia e digitalizzazione di Antonella Ciriello

Si è svolta il 2 e 3 ottobre 2026 la quattordicesima edizione delle Giornate interdisciplinari per la digitalizzazione della giustizia, il convegno annuale promosso dal CED della Corte di cassazione nell’ambito del Comitato intermagistrature, quest’anno raccolto per la prima volta interamente, in tutti i suoi momenti, nella Certosa di San Giacomo di Capri. L’appuntamento è nato nel 2013 all’interno della lista «giudlav», che riunisce gran parte dei giudici del lavoro, come occasione per superare la solitudine della decisione e confrontarsi sulle questioni più urgenti; da allora molte cose sono cambiate, ma non lo schema di Capri, che resta quello di un luogo in cui chiunque voglia ha voce e in cui istituzioni, magistrati delle diverse giurisdizioni, avvocatura, notariato, università e amministrazioni siedono allo stesso tavolo. Il programma di quest’anno ha contato circa centoquaranta interventi.

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Oltre il diritto

Il dolore degli altri. Dignità, solidarietà e responsabilità in Nessun dolore di Gianni Amelio di Grazia Rosa Anna Miccoli

Una storia che deve ancora accadere
La dichiarazione iniziale colloca Nessun dolore fuori dalla cronaca e dentro lo spazio della possibilità. La vicenda immaginata da Gianni Amelio non domanda soltanto di essere creduta. Domanda che cosa accadrebbe se il dolore normalmente tenuto ai margini del nostro sguardo entrasse nella nostra casa e interrompesse la sicurezza delle nostre abitudini.
A più di trent’anni dal film Lamerica, il regista torna al tema delle migrazioni (e non delle immigrazioni) spostando il punto di osservazione. Al centro non è soltanto chi parte o chi arriva, ma chi viene raggiunto dall’altro. Davide, venditore di libri che quasi non legge, incontra per strada un bambino nordafricano che gli si impone come una consegna inattesa. Lo respinge; il bambino continua a seguirlo e resta vittima di un incidente. Da quel momento lo straniero cessa di essere una figura indistinta. Diventa una presenza concreta, l’origine di un senso di colpa e infine una responsabilità.

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